La Fondazione Civitas Severiana ha una sede prestigiosa, in cui vengono svolte le attività accademiche: si tratta dell’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo.
Il complesso monumentale si trova in pieno centro storico, in piazza del Popolo: ricordato in documenti del 1079, ricostruito da Carlo II d’Angiò e rimaneggiat0 completamente tra il 1484 e il 1488.
Decaduta nel tardo medioevo, annessa nel 1484 alla Congregazione di Santa Giustina da Padova e completamente ricostruita, conobbe il massimo splendore dal Cinquecento sino al 1784, anno in cui i monaci si trasferirono a Lecce, esasperati per i continui contrasti con i feudatari.
Dell’impianto medioevale rimangono poche tracce, come le bifore di S. Giovanni da Brindisi nella sala capitolare e le modanature del basamento del campanile.
L’edificio si presenta con 365 stanze a tre piani: l’interrato con depositi e cantine, il pianoterra coi locali di servizio e il refettorio e il primo piano con le celle, l’appartamento dell’abate, la foresteria, l’infermeria e la biblioteca.
Interessanti sono i due chiostri di cui, quello ad est, il più antico è dotato di un pozzo monolitico ottagonale con bassorilievi scolpiti sulle facce. I chiostri presentano colonne polistili, capitelli figurati datati tra il 1480 e il 1556, fasce marcapiano, finestre rinascimentali, cornici e mensole, archetti trilobati ed archi a tutto sesto.
Le figurazioni e le decorazioni allegoriche mostrano un’iconografia d’ispirazione tardo-medioevale. Negli angoli dei portici si notano affreschi che raffigurano San Michele, Tobiolo e l’Angelo, San Benedetto e Santa Scolastica (1632).
La biblioteca conserva affreschi attribuiti a Girolamo Todisco o ad un artista della sua scuola, databili intorno ai primi decenni del Seicento, che raffigurano santi, filosofi e figure allegoriche.
L’Incoronazione della Vergine è raffigurata al centro della parete est; San Benedetto e S. Scolastica sulla parete opposta; ci inoltre dipinti che raffigurano Aristotele, Platone, Diogene, Pitagora, Arpocrate, le virtù cardinali e teologali e l’Arcangelo Michele.
Nella sala capitolare vi sono i dipinti che rappresentano la Crocifissione, una Madonna col Bambino e ritratti di fondatori d’altri ordini monastici.
Nell’abbazia si può visitare un piccolo allestimento sulla civiltà contadina gestita da cittadini che hanno usato quegli attrezzi.
La Chiesa dell’abbazia dedicata a San Michele Arcangelo, ha un portale realizzato da Altobello ed Aurelio Persio, scultori montesi del XVI secolo, come quelli del monastero.
Presenta un campanile con bifore normanne e, di lato, il tiburio cilindrico con lanterna sovrapposta. Nel pronao ci sono resti dell’antica costruzione. A partire dal 1590 fu trasformata e le navate laterali diventarono quattro cappelle per lato. Presenta una cupola cilindrica completata nel 1650 e soffitti a botte.
Sulle pareti stanno emergendo affreschi del Seicento della scuola del Donadio. Il coro ligneo e il maestoso altare maggiore in marmo, che un tempo adornavano la chiesa, ora si trovano rispettivamente nella chiesa del Gesù a Lecce e nella cattedrale di Matera.